Il primo tentativo di far nascere una associazione su base volontaria si attua a Milano negli anni Venti. Vittorio Formentano è, in quegli anni, un giovane medico che opera presso lo Studio Ematologico di Via Moscova 18
Nel corso della sua attività professionale si è già trovato in situazioni difficili, ma un giorno si trova ad assistere una giovane partoriente che ha bisogno di sangue per una forte emorragia. La ricerca non dà risultati: nessuno tra parenti o datori (colui che dà, che offre) a pagamento è in grado di aiutarla, e la donna perde la vita. Un fatto che impressiona il giovane medico: com’è possibile, si chiede, che si possa morire di emorragia quando milioni di persone sane potrebbero intervenire in tempo per evitarlo?
La generosità di Formentano lo spinge a creare, per la prima volta, un gruppo organizzato di donatori volontari, al fine di reperire con tempestività il donatore, effettuare per tempo i controlli preventivi sulla sua salute e garantire la gratuità della donazione.
Nel settembre del 1926 il medico milanese lancia, dalle pagine di un quotidiano del pomeriggio, un appello per la costituzione di un gruppo di donatori. Tra i tanti che leggono, soltanto 17 si presentano in via della Moscova e approvano la sua proposta, sottoponendosi subito agli esami di rito. Pochi ma entusiasti. Formentano li invita ad attendere una prossima chiamata.
Il 16 Febbraio 1927, avendo raggiunto il numero degli iscritti comprendenti i quattro gruppo sanguigni, i 17 vengono convocati allo Studio Ematologico. Dopo una esposizione tecnica, sanitaria e organizzativa, illustrando il perché di questa organizzazione, il concetto della donazione gratuita, la sua tempestività, i primi 17 al motto Charitas usque ad sanguinem (carità fino al sangue) danno la loro adesione all’Associazione Italiana dei Volontari del Sangue.
Nel 1946 fù costituita ufficialmente come Associazione Volontari Italiani del Sangue, riconosciuta nel 1950 con una legge dello Stato Italiano,
Gli scopi dell'associazione fissati dallo Statuto erano e sono: venire incontro alla crescente domanda di sangue, avere donatori pronti e controllati nella tipologia del sangue e nello stato di salute, lottare per eliminare la compravendita del sangue, donare gratuitamente sangue a tutti, senza alcuna discriminazione.
Oggi AVIS è il garante del sangue in Italia poiché rappresenta chi, ispirato a principi solidaristici, mette a disposizione la materia prima indispensabile per il funzionamento e l’autosufficienza del sistema trasfusionale nazionale. Inoltre, riafferma la centralità e il ruolo attivo del donatore nel “sistema sangue” e si fa promotrice di una nuova cultura della donazione e del volontariato e di una moderna ed efficiente gestione della politica trasfusionale.